Jesolo, nasce il Coordinamento Spiagge tra albergatori e affittuari
Unico marchio per promuovere i litorali veneti mentre a Venezia si discute della legge sul Turismo: la locazione di appartamenti a fini turistici non verrà più considerata attività ricettiva

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In tempi di crisi le spiagge del Veneto fanno sistema. Così nasce il Coordinamento Spiagge Venete. Che si alimenta dei punti in comune, ma anche di specificità legate alle singole località turistiche del litorale. A coordinare il nuovo organismo, che si ispira e rilancia un’esperienza del passato, è Massimiliano Schiavon, presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori, affiancato dai presidenti delle Federazioni di Bibione Vania Prataviera, Caorle Gianpiero Zanolin, Chioggia-Sottomarina Renzo Bonivento, che fanno capo a Federalberghi Veneto e che, dopo il mandato assegnato a Schiavon, si alterneranno alla guida del Coordinamento.

L’iniziativa, che in questa fase iniziale conta un migliaio di imprese alberghiere, aprirà le porte anche ad altre realtà del settore ricettivo extralberghiero. Il nuovo Coordinamento Spiagge Venete ha due obiettivi principali: dialogare con le istituzioni facendo fronte comune; promuovere la costa veneta sul territorio nazionale ed estero attraverso un unico marchio.

Intanto, in tema di terzo settore e strutture ricettive, l’assessore comunale al Turismo di Venezia, Roberto Panciera, interviene nel dibattito apertosi in questi giorni sulla nuova legge sul turismo, presto all’esame del Consiglio regionale: in particolare sul comma 4 dell’articolo 30, che prevede che la locazione di appartamenti a fini turistici non venga più considerata come attività ricettiva.

“Tutto questo – si legge nella nota – comporterebbe non solo uno squilibrio all’interno del mercato dell’offerta turistica, ma avrebbe ripercussioni sia di ordine pubblico, visto che non sarebbe più obbligatoria la comunicazione all’autorità giudiziaria delle persone affittuarie, sia economiche, con il venir meno, per questi turisti, dell’obbligo al versamento della tassa di soggiorno. Condivido, quindi, le preoccupazioni espresse al riguardo dall’Associazione Veneziana albergatori, ma penso da tutto il comparto alberghiero. Non si può consentire a Venezia una tale sfrenata liberalizzazione, che risulterebbe devastante per il delicato equilibrio del mercato ricettivo.

“Mi auguro – conclude- che questa deroga venga depennata, o che, in alternativa, in una vera logica federalista, venga riconosciuta al Comune di Venezia, ed in generale a tutte le città d’arte del Veneto, la possibilità di normare autonomamente in tema di ricettività alberghiera ed extra alberghiera in virtù della sua specificità ed unicità.”

da veneziatoday.it

Di Fantasy

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